Alleanza Cooperative, appelli a Welfare per cassa integrazione caduti nel vuoto

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Troppi imbarcati esclusi. Occorre trovare soluzione

“I nostri appelli al Welfare per trovare una soluzione che consenta di recuperare i tanti lavoratori della pesca ingiustamente esclusi dalla cassa integrazione sono caduti nel vuoto. Auspichiamo che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali non continui ad ignorare le istanze di tante figure di imbarcati che troppo frettolosamente sono stati considerati “datori di lavoro” e quindi privi della qualifica richiesta per l’accesso alla CIGS. Questo l’allarme lanciato dall’Alleanza cooperative settore pesca in merito alle modalità di accesso alla cassa integrazione per il settore.

“A preoccupare inoltre – prosegue l’Alleanza – è che questa interpretazione sia retroattiva, di fatto limitando l’accesso agli armonizzatori sociali non solo per il 2016 ma anche per il 2015. La spending review non sì può fare sulle spalle di una categoria già in forte difficoltà e che dal prossimo anno rischia di veder sparire ogni forma di tutela sociale del lavoro. Chiediamo che il Ministero del lavoro corregga subito la rotta, ripristinando una corretta applicazione delle norme. Siamo stanchi di ripetere che il possesso di qualche carato (nel regime marinaro la proprietà di un’imbarcazione si calcola in base al numero dei carati posseduti: 24 carati corrispondono alla piena proprietà) non può determinare, come di fatto sta determinando, l’esclusione dalla cassa. Peraltro con efficacia retroattiva. Infine – conclude l’Alleanza – chiediamo ancora una volta al Welfare e all’Inps di sorvegliare affinché l’uso della CIGS non nasconda in alcuni casi veri e propri abusi che invece vanno combattuti”.

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