Alimentare: Federcoopesca, male riduzione spesa prodotti ittici fotografata da Censis. Invertire trend con acquisti mirati.

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“Il consumo di pesce e di prodotti ittici in Italia è mediamente di circa 25 kg pro capite all’anno, in linea con la media europea ma lontano dagli oltre 50 chilogrammi consumati in Portogallo. Ci sono margini di crescita ma la crisi ha frenato i consumi, con anni dove si è scesi sotto la soglia dei 20 chilogrammi. Preoccupa, quindi, che 10,6 milioni di italiani abbiano ridotto nell’ultimo anno il consumo di un alimento fondamentale nella Dieta mediterranea come il pesce: il 12,6% delle famiglie benestanti e ben oltre 35,8% delle famiglie meno abbiente.

Per cercare di ridurre il ‘food social gap’, importante diventa il momento dell’acquisto e quindi l’informazione ai consumatori. In Italia sono disponibili oltre trenta specie di prodotti ittici ma il consumo si concentra su cinque o sei specie. Scegliere pesce meno blasonato consente di risparmiare anche il 50%.  Regola d’oro, per un menu che pesi poco sul portafogli, è scegliere il prodotto di stagione che garantisce la freschezza e permette di risparmiare fino al 30% rispetto ad altre specie. Altra strategia salva risparmio è acquistare in giornate dove il prezzo è più basso, in virtù di una offerta maggiore, e surgelare”.

Così la Federcoopesca-Confcooperative nel commentare i dati del rapporto Censis “Gli italiani a tavola: cosa sta cambiando Il valore sociale dell’alimento carne e le nuove disuguaglianze”.

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