L’Alleanza delle Cooperative dichiara lo stato agitazione della pesca italiana

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Il Coordinamento pesca dell’Alleanza delle Cooperative Italiane si fa portavoce del malcontento che anima gli operatori e dichiara lo stato di agitazione della pesca italiana, per richiamare con forza l’attenzione del Governo e del Parlamento sulla necessità di interventi urgenti per il settore.

“Una scelta sofferta ma necessaria per assicurare alle imprese ittiche nazionali lavoro e redditività certi in grado di renderle competitive, efficienti sui mercati e favorire un inevitabile ricambio generazionale che garantisca futuro alle famiglie ed all’intero comparto. A sostegno delle nostre richieste terremo nei prossimi mesi iniziative diffuse nelle marinerie di tutte Italiaafferma l’Alleanza.

Tra gli interventi urgenti che vengono sollecitati alla politica nazionale:

la revisione del sistema sanzionatorio, che mette a rischio le imprese con multe fino a 150 mila euro; il rifinanziamento per il 2016 della CIGS con ulteriori 30 milioni di euro e la messa a punto di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali; il ripristino a costo zero per la Pubblica Amministrazione, della Commissione Consultiva Centrale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura, quale indispensabile organismo di confronto e consultazione per la categoria; la semplificazione delle pratiche amministrative e la diminuzione dei costi burocratici che gravano pesantemente sulla redditività delle imprese ittiche; modificare l’operatività delle navi da pesca, per combattere il dumping di paesi stranieri, nel rispetto delle esigenze di salvaguardia della salute e della sicurezza della vita umana in mare, perché oggi fissare per legge, quindi in maniera eccessivamente rigida, un limite di operatività (ad es. 40 miglia nautiche) che non tenga conto dei cambiamenti in atto sugli scafi e sui sistemi di sicurezza della navigazione non è più sostenibile.

Sul fronte internazionale “basta con gli eccessi del regolamento sui controlli ed alla condizionalità che rischia di chiudere le porte del FEAMP in faccia alle imprese per infrazioni gravi sulla carta ma lievi nella sostanza quale sbagliare a segnare un pesce nel logbook” sottolinea l’Alleanza.
In vista dell’imminente assemblea ICCAT (Commissione internazionale per i grandi pelagici), in programma in Portogallo nel mese di novembre, l’Alleanza chiede che venga respinta la proposta dell’introduzione di un sistema di quote per il pescespada, che metterebbero altrimenti in ginocchio la nostra flotta che vale il 50% dell’intera produzione del Mediterraneo. Dall’Alleanza arriva anche un invito a battersi per ottenere un più marcato aumento del TAC per il tonno rosso per i prossimi anni, assegnando prioritariamente al sistema “Quota non divisa”  l’eventuale ulteriore incremento del contingente italiano rispetto a quanto previsto.

“Così facendo – spiega l’Alleanza- la pesca artigianale avrà maggiori possibilità di sfruttare una risorsa non più in crisi da alcuni anni, ma la cui abbondanza sta mettendo in ginocchio decine e decine di imprese terrorizzate dalle nuove sanzioni che non lasciano scampo in caso di catture accessorie o involontarie per via del doppio regime in vigore in Italia (5% secondo le norme ICCAT e UE e 750/900 Kg. secondo la disciplina italiana)”.

 

Piattaforma richieste

documento-all-pesca-_-per-ridare-un-futuro-alla-pesca-italiana-10-novembre-2016

 

 

 

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