Alleanza Cooperativa: con quote pesce spada giù produzione made in Italy e aumento import del 30%

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Sulle tavole degli italiani più prodotto da Nord Africa, Pacifico e Atlantico

 

“La proposta europea per l’introduzione di un sistema di quote per la pesca del pesce spada, farà aumentare del 30% l’import di prodotto proveniente dal nord Africa, dall’Atlantico e dal Pacifico. Si ridurrà così la capacità di pesca della flotta italiana, che attualmente produce il 50% del pesce spada, con circa 5000 tonnellate pescate ogni anno. Meno prodotto made in Italy e più produzioni extra europee nei nostri mercati, con il rischio che si intensifichi la pesca illegale e venga messa a repentaglio la sicurezza dei consumatori. Per le imprese, dietro l’angolo l’incubo già vissuto con il tonno”.

E’ quanto afferma l’Alleanza delle cooperative pesca in merito alla richiesta dell’Unione europea di introdurre un sistema di pesca con quote per il pesce spada, in discussione in questi giorni in Portogallo nell’ambito dell’assemblea Iccat.

“Le marinerie italiane insorgono – prosegue l’Alleanza- anche pensando al futuro. La proposta prevede infatti un’ulteriore riduzione del 25% nei prossimi anni, per non parlare di tutte le altre misure di controllo. Tutto questo, in una cornice già problematica per via del nuovo quadro sanzionatorio introdotto in estate con il ‘collegato agricolo’ (legge 154). Se non ci sarà un dietrofront dell’Europa, non resta che sperare in qualche paese non allineato, fuori dalla Ue. Per far passare la proposta servirà infatti un consenso unanime. Confidiamo nel buon senso di interlocutori sensibili alle sorti della pesca nel Mediterraneo”.

 

 

 

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