Alleanza Cooperative, no a giro di vite per il pesce azzurro in Adriatico. In 5 anni -60% valore filiera per dumping estero

Share:
cassa alici

“La Commissione europea ha disegnato per la pesca del pesce azzurro nell’Adriatico un pacchetto di misure con troppi divieti e pochi veri elementi di salvaguardia della risorsa. L’unico effetto sarà quello di indebolire una filiera che negli ultimi cinque anni ha già perso il 50-60% del suo valore, a causa della concorrenza di spagnoli e croati. In Adriatico, dove si produce tra il 70% e l’80% delle sardine e delle acciughe italiane, operano oltre 160 imbarcazioni e mille operatori. Occorre ripensare in modo serio ad interventi di gestione che tengano nella giusta considerazione il reale stato delle risorse, e non basarsi solo su approcci precauzionali. Non c’è motivo di attivare ulteriori misure per questo segmento di pesca quando ancora non si sono potuti valutare gli effetti delle recenti disposizioni scaturite dalla raccomandazione del CGPM finalizzate a regolare le attività di pesca dei piccoli pelagici in Adriatico”. Così l’Alleanza delle Cooperative pesca commenta l’avvio della discussione, in Consiglio dei Ministri europei di agricoltura e pesca, del piano pluriennale per la gestione dei piccoli pelagici in Adriatico.

 

Previous Article

STATI GENERALI DELLA PESCA IL 9 MARZO A ROMA

Next Article

Misure di gestione per le catture bersaglio dell’ alalunga nel Mediterraneo e procedure per l’ottenimento del cambio di categoria e/o tipo di pesca professionale

Leggi anche: